Prologo: L’Ombra della Profezia
Nella notte più scura che Eldoria avesse mai conosciuto, i venti ululavano tra le montagne come spiriti inquieti, e il cielo era una distesa di nubi cariche di tempesta. Nel cuore della capitale, nella Sala delle Visioni, gli antichi veggenti si riunirono attorno a un cerchio di cristallo pulsante di una luce incandescente. Il loro respiro era sincronizzato, e il silenzio pesava come una coltre di nebbia.
La leggenda narrava che in quella notte, una profezia dimenticata sarebbe stata risvegliata, una che avrebbe segnato il destino del mondo intero. La luce del cristallo si intensificò, rivelando immagini confuse e indistinte. Le parole del capo veggente, Anlor, rimbombarono nel silenzio.
“La stirpe dei Custodi è in pericolo”, disse con voce rauca. “Solo uno tra loro potrà ristabilire l’equilibrio tra luce e ombra, ma il prezzo sarà inimmaginabile.”
Mentre pronunciava quelle parole, un’ombra si materializzò nel cristallo, una figura dai contorni indistinti, i cui occhi bruciavano come carboni ardenti. La visione fu sufficiente per far rabbrividire anche i più coraggiosi tra i veggenti.
Anlor sospirò profondamente, chiudendo gli occhi. “La guerra si avvicina, e con essa il destino di Eldoria.”
Capitolo 1: La Fuga dalla Cittadella
Le mura della Cittadella di Aeron si ergevano imponenti contro il cielo scuro, costruite dai Custodi secoli prima per proteggere la capitale dall’oscurità che incombeva oltre le montagne. Ma quella notte, quelle stesse mura sembravano minacciate da un nemico invisibile e inarrestabile: Zorak, il Signore dell’Oscurità, aveva spezzato l’antico sigillo.
Thalia correva per i corridoi del palazzo reale, il cuore che martellava nel petto, mentre il crepitio delle fiamme echeggiava nelle sale. Accanto a lei, il giovane Darius faticava a tenere il passo. Le sue guance erano rigate di lacrime, ma i suoi occhi brillavano di determinazione.
“Thalia, non possiamo lasciarli morire,” disse tra i singhiozzi. “Papà ci ha insegnato a combattere, possiamo aiutarli.”
Thalia si fermò un istante, voltandosi verso il fratello minore. Nei suoi occhi scintillava la stessa speranza che aveva visto nel volto del loro padre l’ultima volta che lo aveva visto vivo. Ma sapeva che la realtà era ben diversa. La Cittadella stava cadendo, e restare avrebbe significato morire.
“Darius, nostro padre ha fatto il suo dovere. Ora tocca a noi sopravvivere per mantenere viva la sua eredità,” disse, cercando di mantenere la calma. “Se ci prendono, tutto sarà perduto.”
Darius abbassò lo sguardo, stringendo con forza il piccolo pugnale che il padre gli aveva dato come simbolo del suo legame con i Custodi. Thalia lo prese per mano e lo guidò giù per la scalinata nascosta, quella che solo la famiglia reale conosceva. Dietro di loro, le urla e il suono della distruzione si facevano sempre più intensi. Ogni passo sembrava portare loro più vicino alla salvezza, ma anche più lontano da tutto ciò che conoscevano e amavano.
Quando raggiunsero l’ingresso segreto alla base della cittadella, un’improvvisa esplosione fece tremare le fondamenta del palazzo. La porta di pietra si spalancò, rivelando un cielo coperto di fumo e cenere. Davanti a loro, la città era in preda al caos. Le fiamme si alzavano dagli edifici, e figure oscure si aggiravano per le strade come ombre fameliche. Le forze di Zorak stavano già saccheggiando Aeron.
“Mio Dio…” sussurrò Thalia, incapace di distogliere lo sguardo dalla distruzione.
“Dobbiamo muoverci,” rispose Darius con voce tremante, prendendola per il braccio e tirandola via dall’ingresso. “Non possiamo restare qui.”
Capitolo 2: Il Risveglio degli Antichi
La fuga dalla Cittadella di Aeron aveva lasciato Thalia e Darius in balia di un mondo sconosciuto, ma la loro missione era chiara: trovare il Consiglio degli Antichi. Solo loro avrebbero potuto fornire risposte e armi potenti per combattere Zorak.
Attraversarono le terre selvagge per giorni, seguendo le antiche mappe incise sulla spada del padre. Il vento tagliente delle montagne li accompagnava, e la fame cominciava a farsi sentire. Ma Thalia non si arrese, guidata dal ricordo del padre e dalla promessa di vendetta.
Dopo una settimana di viaggio, giunsero in una valle nascosta, avvolta in una nebbia inquietante. Qui, secondo la leggenda, giacevano i templi degli Antichi. Al centro della valle, una colossale porta di pietra sorvegliava l’ingresso a un’antica fortezza dimenticata.
“Questo è il posto,” disse Thalia, mentre scrutava la struttura. Le rune incise sulla porta risalivano ai tempi in cui i Custodi avevano governato il mondo. Tuttavia, il potere che emanava da quelle pietre era ancora palpabile.
Darius si avvicinò alla porta, la sua mano tremante toccò una delle rune. Improvvisamente, un bagliore intenso esplose dalle incisioni, facendo ritrarre il ragazzo. La terra sotto i loro piedi tremò e la porta iniziò lentamente ad aprirsi, rivelando un corridoio buio, illuminato solo dalla debole luce delle rune.
“Allora è vero…” sussurrò Darius, guardando con occhi sbarrati l’entrata.
“Preparati,” disse Thalia, estraendo la spada del padre. “Non sappiamo cosa troveremo dentro, ma una cosa è certa: non siamo soli.”
Entrarono nella fortezza, dove li attendeva il risveglio di antichi poteri e segreti dimenticati. Le statue di guardiani giganti li osservavano dalle pareti, e il suono dei loro passi echeggiava nei corridoi. Ma mentre avanzavano, una figura emerse dall’oscurità: un vecchio avvolto in una veste di seta dorata, i suoi occhi brillavano come stelle lontane.
“Benvenuti, figli dei Custodi,” disse con voce profonda e potente. “Il destino di Eldoria giace nelle vostre mani.”
Capitolo 3: Le Terre Oscure
Dopo aver ottenuto la benedizione degli Antichi e la conoscenza del loro potere, Thalia e Darius si prepararono ad affrontare la sfida più grande: attraversare le Terre Oscure. Questo territorio desolato era avvolto da una maledizione che prosciugava la vita di chiunque vi si avventurasse. Si diceva che lì dimorassero le creature più pericolose dell’intero regno, e che solo i più coraggiosi potessero sopravvivere.
Gli Antichi avevano affidato a Thalia una gemma incandescente, l’Essenza della Luce, un artefatto capace di proteggere i viaggiatori dalle forze dell’oscurità. Tuttavia, la sua luce era limitata, e se avessero indugiato troppo a lungo, sarebbero stati consumati dalla maledizione.
Attraversarono le terre desolate per giorni, e ogni passo sembrava avvicinarli sempre più alla follia. Le ombre attorno a loro si muovevano con intenzione maligna, e strani sussurri riempivano l’aria. Darius, il più giovane e vulnerabile, cominciava a sentire il peso dell’oscurità.
“Thalia… non ce la faccio,” disse, cadendo in ginocchio. “Sento che qualcosa mi sta divorando dall’interno.”
Thalia si inginocchiò accanto a lui, tirando fuori la gemma incandescente. La luce della pietra brillò più intensamente, e le ombre sembrarono ritirarsi.
“Non ti arrendere, Darius. Sei più forte di quanto pensi. Papà non ci ha mai lasciato. È qui con noi,” sussurrò Thalia.
Le sue parole diedero a Darius la forza di alzarsi di nuovo, e insieme ripresero il cammino. Ma una figura apparve loro davanti, alta e spettrale, avvolta in un mantello nero. Gli occhi della creatura brillavano di un rosso minaccioso, e dalla sua mano scorreva un potere oscuro e antico.
“Benvenuti nelle Terre Oscure,” disse la creatura con un ghigno. “Non lascerete mai questo posto.”
Capitolo 4: Il Consiglio dei Custodi
Thalia e Darius, esausti ma determinati, finalmente raggiunsero la leggendaria sede del Consiglio dei Custodi. Il tempio nascosto tra le montagne di Eldoria era un luogo avvolto nel mistero, conosciuto solo dai più antichi studiosi. Le grandi porte di pietra si aprirono lentamente davanti a loro, rivelando una sala ampia e maestosa, illuminata da candelabri dorati. Le pareti erano ricoperte da affreschi che narravano la storia della creazione del mondo e la nascita dei Custodi.
Al centro della sala, seduti su troni di marmo bianco, si trovavano i cinque Custodi Anziani. Le loro espressioni erano solenni, e gli occhi brillavano di saggezza antica. Tra di loro, la Custode Anara, una donna dai lunghi capelli d’argento, osservava attentamente i nuovi arrivati.
“Thalia, Darius,” iniziò Anara, “vi aspettavamo. Il vostro arrivo era stato previsto dalle stelle.”
Thalia fece un inchino profondo. “Siamo venuti per chiedere il vostro aiuto. Zorak sta distruggendo il nostro mondo, e noi siamo gli ultimi della stirpe dei Custodi.”
Anara annuì gravemente. “Zorak è un’ombra che da troppo tempo incombe sul nostro regno. Tuttavia, il suo potere può essere contrastato, ma a un prezzo.”
La sala si fece silenziosa. I Custodi Anziani si scambiarono sguardi, e poi Anara si alzò. “Esiste un antico artefatto, il Cuore del Drago, che riposa nel Monte Kharn. Solo con esso potrete sigillare definitivamente Zorak, ma il viaggio per ottenerlo è pieno di insidie.”
“Faremo qualsiasi cosa,” disse Darius con voce ferma. “Non permetteremo che il nostro mondo cada.”
Anara posò una mano sulla spalla del ragazzo. “Siete coraggiosi, ma ricordate che la luce che portate dentro di voi sarà la vostra guida. Non tutti sopravvivranno a questa impresa.”
Capitolo 5: La Battaglia per Eldoria
Mentre Thalia e Darius si preparavano a partire alla ricerca del Cuore del Drago, le forze di Zorak avanzavano. Le città cadevano una dopo l’altra, e le speranze del popolo di Eldoria cominciavano a svanire. Tuttavia, la resistenza non era completamente sconfitta: un esercito di alleati si radunò nei pressi della capitale per affrontare l’oscuro nemico.
Il giorno della battaglia giunse come una tempesta. Il cielo si coprì di nubi nere, e le schiere di Zorak, guidate dai suoi generali oscuri, si riversarono sui campi come una marea di ombre. Le spade luccicavano, le urla dei guerrieri si mescolavano al rombo dei tuoni, e la terra tremava sotto i colpi dei giganti e delle macchine da guerra.
Thalia, ora al comando delle truppe alleate, brandiva la spada del padre, che brillava di una luce dorata. Sapeva che quella battaglia era solo l’inizio di qualcosa di più grande, ma Eldoria doveva resistere.
“Non possiamo permettere che cadano,” disse a Darius, il quale stava preparando le linee difensive. “Zorak sta usando tutto il suo potere contro di noi, ma non possiamo arrenderci.”
L’esercito oscuro avanzava senza sosta, e le difese di Eldoria iniziavano a cedere. Tuttavia, proprio quando la situazione sembrava disperata, un ruggito echeggiò nel cielo. Il drago dorato, evocato dagli Antichi, si librò tra le nuvole e scatenò una pioggia di fuoco sulle forze oscure, dando un momento di respiro agli alleati.
Thalia sollevò la spada verso il drago, sentendo il potere del leggendario Custode scorrere attraverso di lei. “Per Eldoria!” urlò, conducendo l’attacco finale contro i generali di Zorak.
Capitolo 6: L’Ascesa del Drago
La vittoria nella battaglia non fu completa. Zorak, furioso per la sconfitta del suo esercito, lanciò un incantesimo che fece tremare le fondamenta stesse di Eldoria. Il cielo si oscurò completamente, e il suo potere minacciava di spezzare l’equilibrio del mondo.
Thalia e Darius, guidati dal drago dorato, proseguirono verso il Monte Kharn. Solo lì avrebbero potuto trovare il Cuore del Drago, l’artefatto in grado di distruggere Zorak per sempre.
Mentre scalavano la montagna, il drago parlò loro per la prima volta, la sua voce era un eco profondo e antico. “Io sono Eldarion, ultimo dei Draghi Guardiani. Il Cuore che cercate è la mia essenza, e solo un vero Custode potrà controllarlo.”
Thalia sentì il peso della responsabilità gravare su di lei. “E se non fossimo all’altezza?”
“La forza non risiede nel potere, ma nella volontà di sacrificare tutto per ciò in cui si crede,” rispose il drago.
Arrivati alla sommità del Monte Kharn, trovarono il Cuore del Drago incastonato in una caverna di cristallo. La sua luce brillava con una tale intensità da accecare. Thalia si avvicinò, sapendo che toccarlo avrebbe richiesto un prezzo.
Capitolo 7: La Rivelazione
Non appena Thalia mise la mano sul Cuore del Drago, una visione la travolse. Vide il passato di Eldoria, la nascita dei Custodi, e il legame tra il regno e i draghi. Ma vide anche il futuro: un mondo consumato dalle fiamme, se avesse fallito nella sua missione.
Darius, preoccupato per la sorella, cercò di scuoterla. “Thalia! Non possiamo farcela senza di te!”
Thalia si riprese dalla visione, il Cuore del Drago stretto tra le mani. “Ora capisco. Non dobbiamo solo fermare Zorak, dobbiamo ristabilire l’equilibrio tra luce e ombra. Questo è il nostro destino.”
Il drago dorato annuì solennemente. “Il tempo è giunto. Zorak deve essere sconfitto, ma il prezzo sarà alto.”
Capitolo 8: Il Sacrificio Finale
L’ultima battaglia contro Zorak si svolse ai piedi del Monte Kharn. Il Signore Oscuro era ormai al culmine del suo potere, e l’intero regno di Eldoria tremava sotto la sua furia. Thalia e Darius, ora completamente consapevoli del loro ruolo, affrontarono l’oscura figura con il Cuore del Drago che brillava intensamente.
Zorak rise, la sua voce risuonava come un tuono. “Pensi davvero di potermi fermare, piccola Custode? Io sono l’Oscurità fatta carne!”
Thalia sollevò il Cuore del Drago verso di lui. “Non ti fermeremo con la forza, ma con la luce della speranza che non potrai mai spegnere.”
In quel momento, il Cuore si fonderà con l’essenza di Thalia, e una luce esplose, avvolgendo Zorak. Tuttavia, Thalia sapeva che usare quel potere avrebbe richiesto la sua vita.
Con un ultimo sguardo a Darius, disse: “Proteggi Eldoria, fratello mio.”
La luce consumò Zorak, e Thalia scomparve insieme a lui, lasciando il mondo in pace.
Epilogo: La Rinascita della Luce
Darius si ritrovò solo ai piedi del Monte Kharn, ma il regno era salvo. Thalia, con il suo sacrificio, aveva riportato la luce in Eldoria. Gli Antichi si radunarono per onorare la sua memoria, e Darius, ora l’ultimo Custode, prese il suo posto come protettore del regno.
Ma una nuova era stava iniziando, una di pace, ma anche di incertezze. Tuttavia, nel cuore di Eldoria, la luce di Thalia avrebbe brillato per sempre.
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